Regolamento Inserimento

Regolamento Inserimento

Anno Scolastico 2016-2017

Il bambino competente

La convinzione che il bambino sia in grado di stabilire molteplici rapporti interpersonali,
importanti dal punto di vista sia dello sviluppo sociale che emotivo, è ormai ampiamente
condivisa.

L’ipotesi che il bambino sia socialmente “promiscuo” legittima e accredita quindi pratiche
educative caratterizzate da unapluralità seppur limitata di figure di attaccamento.

Le teorie sul carattere monotropico, fondato cioè unicamente sul rapporto madre-bambino, in
voga fino a qualche decennio fa, avevano influito sul concetto di “figura di riferimento” interna
al nido. Questa infatti prendendosi cura del bambino in modo esclusivo finiva di fatto per
assumere le sembianze di una vice-madre, privilegiando un rapporto diadico che col tempo
generava una dipendenza affettiva, disfunzionale al processo di crescita del bambino e
all’acquisizione della propria autonomia.
Una delle conseguenze di una tale interpretazione del ruolo dell’educatrice è stata per anni un
inserimento assai prolungato, con una presenza genitoriale in classe per un lungo periodoche
rendeva di fatto più difficilela strutturazione del nuovo gruppo e la separazione del bambino
dalle figure genitoriali.

La nuova immagine di bambino “competente” in virtù delle sue precoci potenzialità di
apprendimento con la quale oggi ci confrontiamo, ha determinato invece un cambiamento di
direzione a favore di un concetto di “sistema di riferimento” che sottolinea l’importanza per
il bambino di entrare in relazione con l’educatrice ma anche con gli altri elementi significativi
del nido (ambiente, bambini, altre educatrici).Ciò significa riconoscere al bambino
competenze conoscitive e relazionalie all’adulto il ruolo di “regista” e “mediatore” che
garantisce al bambino spazi e tempi personali di esplorazione e conoscenza.

Alcune regole per un corretto ambientamento

La prospettiva ecologica del nido come sistema, ha dunque aperto le porte ad un nuovo modo
di intendere il concetto di cura che prevede innanzitutto la condivisione e accettazione di un
progetto comune pensato per il bambino e il diretto coinvolgimento delle singole parti
(genitori, educatrici) partendo dal riconoscimento del proprio ruolo.

Perché tutto ciò possa essere realizzabile abbiamo ritenuto opportuno concederci uno spazio
di ascolto, conoscenza e condivisione, per affrontare insieme le piccole difficoltà legate
all’ambientamento e nello stesso tempo fornirvi delle linee guida di seguito esposte che non
hanno la pretesa dell’esaustività, ma di certo forniscono un linguaggio comune di partenza
senza il quale non ci sarebbe altro che caos.

 Il giorno dell’inserimento verrà concordato anticipatamente, in modo da consentire ai
genitori di liberarsi da impegni lavorativi o altro. Non verranno soddisfatte le richieste
di allontanarsi anticipatamente durante i giorni dell’inserimento.

 L’inserimento al nido verrà programmato per un bambino alla volta. E’ però necessario
comprendere che le educatrici non interrompono di esercitare il loro ruolo nei
confronti degli altri bambini per i quali è doveroso continuare a garantire serenità e
continuità nelle attività quotidiane.

 Ai fini di un corretto approccio con il bambinole parti coinvolte, educatrici e genitori si
incontreranno individualmente per scambiare sul bambino tutte le informazioni
necessarie (bisogni, risorse, difficoltà, abitudini, etc..).

 Per facilitare il distacco e contemporaneamente rassicurare il bambino, sarà bene che il
genitore porti a scuola un peluche o qualunque oggetto cui il bambino è
particolarmente legato.

 Ai genitori (madre o padre) cui spetta il ruolo di “osservatorepartecipante” è
consentita la presenza in classe solo durante i primi giorni (max 4) per qualche ora.
A partire dal secondo giorno il genitore si allontanerà dalla classe e ritornerà non
appena il bambino avvertirà la sua assenza.
Il periodo previsto può prolungarsi qualora l’equipe lo ritenga opportuno.

 L’ingresso in classe per i bambini già autonomi nella deambulazione sarà bene avvenga
accompagnando il bambino per mano e non in braccio. Questo facilita il distacco dalle
figure genitoriali, rende autonomo il bambino e si evita di “strapparlo” dalle braccia.

 Per i primi giorni verrà consentito al genitore di sedersi davanti alla porta d’ingresso
dell’aula. Ciò permetterà di osservare il propriofiglio e nello stesso tempo evitare di
invadere lo spazio classe ostacolando il libero movimento degli altri bambini presenti
in aula. Non sarà consentito di muoversi all’interno dell’ambiente e non sarà consentito
l’ingresso con le scarpe.

 L’ambiente del nido è particolarmente sensibile ai rumori e ai suoni. I genitori saranno
invitati pertanto a mantenere un tono di voce discreto, a non parlare al telefono, onde
evitare di distrarre o disturbaregli altri membri del gruppo, parte dei quali spesso
dorme.

 Nel rispetto delle attività che si svolgeranno, il genitore non prenderà in alcun caso
iniziativa nei confronti degli altri bambini che hanno come unico riferimento le
educatrici.

 Il dialogo tra genitori e il proprio bambino durante l’inserimento sarà ridotto
all’essenziale. E’ necessario che il bambino sia rassicurato dalla presenza del genitore,
ma dovrà anche imparare che le figure di riferimento a scuola sono le educatrici. I
genitori pertanto saranno invitati a non tenere a sé il bambino tra le braccia o in
braccio, ma di invitarlo ad interagire con le maestre. Ciò favorisce la scoperta
dell’ambiente e rassicura il bambino circa la nuova situazione che sta vivendo. Non
dimentichiamo che la rassicurazione dei bambini passa dai genitori.

 Qualunque informazione aggiuntiva che vorrà essere fornita dal genitore o richiesta
direttamente dall’educatrice verrà discussa in segreteria e non in classe durante lo
svolgimento delle attività.

L’andamento dell’inserimento

L’inserimento è un processo e come tale può avere un andamento altalenante che spesso
butta i genitori nello sconforto.
Normalmente la presenza del genitore e di per se l’esplorazione del nuovo ambiente, dei
giochi, e per i più grandi la condivisione con gli altri bambini, rendono i primi momenti
incredibilmente molto sereni. Ma non mancheranno i momenti di sconforto dovuti alla
fisiologica separazione e alla maturata consapevolezza del bambino.
Inoltre le lunghe assenze da scuola per malattie prolungate o per altri ragioni, rendono per
molti bambini il ritorno a scuola difficoltoso. Sarebbe pertanto auspicabile che, lì dove non
ricorra la necessità, il bambino sia sempre invitato a partecipare alle attività quotidiane; la
continuità è uno dei fattori che ben predispone ad un efficace e sereno inserimento.

 

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